domenica 14 febbraio 2016

Il Museo  Nocerino senza bagno
L'altro il giorno il museo comunale nocerino ha ospitato un importante convegno economico.C'era pochissima gente. Perché nessuno sapeva dell'evento ed anche perché la sorte dell'economia nocerina non interessa a nessuno,
Al tavolo della Presidenza gli interventi degli esperti si alternavano e protraevano già da qualche ora.
Ad un certo momento,l'Amministratore Unico di una delle società agroalimentari più importanti in Italia,presente al convegno,con discrezione ha volto il capo e s'e abbassato all'orecchio della segretaria,che sedeva alla sua sinistra,comunicando sottovoce il bisogno di una bagno.
I due lentamente si sono alzati ed allontanati dal tavolo di presidenza e portati ,sulle scale esterne al museo.
Ad un dipendente  comunale hanno chiesto.
"-Il bagno ,per cortesia.."
"-Il bagno non c'è più-è stata la risposta-è fuori uso da quattro mesi.. "
"-Come   risolvo........."
"Guardi lassù,in cima alla salita,dietro il Campanaccio- ha consigliato il dipendente comunale-c'è uno spiazzo....a quest'ora non c'è nessuno..."
L'amministratore Unico con passettini brevi e  contorti,appoggiandosi al braccio della Segretaria , ha iniziato la dolorosa ascesa verso il lontano Campanaccio.
A metà strada  incontrano il portone del Seminario.
In su l'uscio, un vecchio,forse un Prete,aspetta l'avanzare  faticoso dei due.
 
" Che c'è ?- domanda
"C'è per orinare ?- chiede a bassa voce la Segretaria-
"No,per pregare .......più avanti....lassù..accanto al Campanaccio"
"No..per u r i n a re..-ripete a voce alta  l'Amministratore,spazientito.
"A....per pisciare........-risponde il vecchio.-..-sì ..quello per i maschi,per i preti o.. per le femmine,per le suore...? "
" Quello...dei maschi..dei  preti..."
"Laggiù...in fondo al corridoio..a sinistra"
F i n a l m e n t e..che  tribolazione.Un Museo senza bagno.

venerdì 29 gennaio 2016

E' iniziata la campagna elettorale a Nocera.

 E' iniziata la campagna elettorale.
I primi a scendere in campo sono stati i"5 stelle" ( in verità erano quattro,ne mancava una)
Mercoledì scorso,il giorno del mercato,,con un tavolinetto hanno occupato la piazza,tra le bancarelle dei cinesi ed il camioncino della porchetta.Capeggiava il signor Natta.Ripeteva il vangelo di patron Gianroberto Casaleggio. " Petrolio e carbone proibiti insieme alla circolazione di macchine private.Il taglio indiscriminato di alberi punito con la reclusione fino a 39 anni.Tabaccherie,macellerie e librerie scomparse.Solo biciclette e monopattini in giro per le strade.Cacciatori solo per safari fotografici e ripongono nei nidi i piccoli caduti al suolo".Porchetta,vino e sigarette gratis per tutti,tutti i giorni dell'anno.
Anche la pattuglia dei rivoluzionari s'è mossa.
In undici hanno varcato la "Clementina" alla conquista di Ville Santa Lucia.Alla riunione  erano in dodici,s'era aggiunto il padrone della casa che li ospitava.Il gagliardetto lo portava un signore arabo,un suddito di Mohammed del Marocco.Se vincesse le elezioni si contenterebbe di poco:Trasformare il Duomo in Moschea.E' da anni che ci pensa.Manca il consenso del Parroco.
Hanno chiesto alla brigata: " Ma chi siete,chi rappresentate ?" Hanno risposto: " Siamo il PD,la sinistra"- Un vecchietto che ha conosciuto tutti gli uomini della sinistra nocerina,s'è azzardato:"Ma di sinistra tra voi non vedo alcuno".Non  hanno risposto.Anche perché molti degli undici rivoluzionari presenti sono decenni che dormono.Si sono svegliati da poco,non conoscono i nocerini.
E gli altri?Gli orfanelli di Berlusconi,la destra?Mancano ancora notizie.
Non sono pronti a scendere in campo.
Pare che siano occupati nella ricerca del coagulo.Sono liquefatti,sotto cura di limoni astringenti.
Ancora tanta cacarella sparsa qua e la.

mercoledì 11 marzo 2015

I neri nel centro storico di Nocera

Il problema del centro storico di Nocera è risolto.Sono arrivati i villeggianti,una decina per ora,ma tra poco tempo,saranno molti di più:Tutti giovani,robusti e neri.Vengono dal Mali,uno stato dell'Africa occidentale.Laggiù c'è guerra civile.Combattono tra loro ,con i miliziani jihadisti che vogliono imporre la loro religione.Della loro sorte se ne è interessata anche l'ONU,che invio laggiù Romano Prodi per mediare la pace tra le fazioni.Chissà se fu proprio Prodi a suggerire ai maliani la facile destinazione Italia.
.Bastava mettere da parte due o tremila dollari da pagare agli scafisti libici per trovar posto su  una barca.Dopo qualche ora di viaggio,raggiunto il limite territoriale delle acque italiane,qualcuno avrebbe chiamato con un cellulare  la  nostra guardia costiera  che premurosa avrebbe raggiunto l'imbarcazione,avrebbe preso a bordo i clandestini,li avrebbe rifocillati,curati,rivestiti e li avrebbe scaricati con cura sul territorio italiano.
Li sarebbe stato sufficiente dire all'incaricato di polizia quattro parole " mi dichiaro rifugiato politico" e tutto sarebbe stato risolto.Non era necessario dimostrare che si era fuggiti dal Mali a causa di discriminazioni politiche,religiose o razziali,come impone la convenzione di Ginevra del 1951.No ,in Italia,chi arriva per mare da un altro qualsiasi paese è sempre considerato rifugiato politico. Ed ai rifugiati politici  l'Italia,paese ricco dove ogni cittadino ha quello che desidera e non ha più altro da chiedere,regala tutto.
Così sono arrivati a Nocera ,in villeggiatura,una decina,per adesso, di neri.Fanno i signori.Passeggiano per la città.Guai a chiedere loro di lavorare,di collaborare alla pulizia della città e del parco.No,sono tutto il giorno indaffarati con il telefonino.E' di colore azzurro,uguale per tutti.E' stato loro regalato dallo Stato italiano,che per loro paga anche le schede quando sono esaurite.E non solo quelle.Paga loro anche l'affitto di casa,la bolletta del gas , della luce e della raccolta dei rifiuti.E per la spesa ?un sussidio di trenta-trentacinque euro al giorno.Quanto siamo buoni e ricchi..noi italiani.
Chissà se qualcuno ha imparato ai rifugiati politici anche a dire altre due parole in italiano "Grazie della cuccagna"
Certamente grazie non lo dicono quei tantissimi cittadini italiani che hanno la sfortuna di non essere rifugiati politici,e che alla fine del mese non riescono a pagare l'affitto o la bolletta del gas e l'Eni gli stacca anche il riscaldamento.

lunedì 24 marzo 2014



IL CONVENTO DELLE CLARISSE.Puzza di bruciato.
Ho lanciato l'allarme.Pochi,tra i nocerini,hanno risposto.Dagli amministratori comunali,dalle autorità religiose.silenzio di tomba.Il solo assessore Morini,ha fatto capolino,a mezza voce.da dietro l'angolo.
All'assessore risulterebbe:
L'Ordine delle Suore Clarisse steineriane sarebbe defunto.Non esisterebbe più,per mancanza del numero legale ,ridotto a meno tre,delle giocatrici in campo e senza riserve da schierare,nemmeno quelle reclutate nel terzo mondo.
L'Ordine-ossia le tre monachelle residue-prima di esalare l'ultimo respiro,avrebbero desiderato donare il convento alla Diocesi,che però avrebbe rifiutato l'accettazione,permettendone l'acquisizione alla proprietà magna della Santa Sede.
L'assessore Morini ha ricevuto una notizia errata: Donanti il convento non possono essere le tre monachelle viventi,per il fatto che la proprietà immobiliare non appartiene all'Ordine delle Suore ma ad una confraternita austriaca con sede ed amministrazione nella Città del Vaticano.
E' importante.Perchè se la disponibilità della donazione fosse veramente nelle mani delle tre monachelle che,come le consorelle che l'hanno precedute per oltre due secoli,hanno vissuto e pregato nel convento nocerino dove hanno amato e sono state riamate dalla collettività locale,certamente non donerebbero i loro beni alla Diocesi,Ente ormai estraneo agli interessi civili e religiosi di Nocera,e certamente preferirebbero la Parrocchia di S.Maria Assunta o la Chiesa Cattedrale o,meglio ancora,il Comune di Nocera Umbra.
E' plausibile invece che scemando l'interesse religioso per Madre Steiner,in fase di rottamazione,per dare spazio a figure moderne più attraenti,qualche volpone abbia annusato l'affare.Farebbe gola il patrimonio edilizio,e non solo il convento di piazza Caprera,ma anche quello abusivo,sulla collina dei Frati,che tra poco tempo ,quando sarà liberato dalle ultime monachelle,diventerà appetibile zona residenziale. E l'idea potrebbe essere quella di monetizzare gli immobili,per trasferire il ricavato ad Assisi,magari per creare un ulteriore redditizio rifugio-ristoro per pellegrini sulle orme di San Francesco,tanto di moda.Altro che Nocera,altro che Madre Steiner,che non attirano pellegrini disposti a pregare ed a spendere.Assisi,sì,che è business.
Il problema sarebbe uno solo.I nocerini che si vedessero espropriati di una parte importante della loro storia religiosa e del loro patrimonio,protesterebbero,urlerebbero,sputerebbero in faccia a chi li fregasse per l'ennesima volta.
Sarebbe necessario trovare un soggetto che,sulla scena,apparisse ai nocerini come il venditore del patrimonio,anche se venditore non fosse e ci mettesse solo la faccia per coprire quella vera di chi tirasse il sasso e nascondesse la mano che incassasse il prezzo.Sarebbe ,l'interposta persona,che riceverebbe gli improperi e gli insulti dei nocerini.
La trama vera?Potrebbe essere che qualcuno da Assisi ha richiesto e promosso, negli Uffici del lontano Vaticano,, l'estinzione dell'Ordine delle Clarisse per assicurarsene gratuitamente il patrimonio edilizio.Ma non sarebbe conveniente,agli occhi della popolazione nocerina ,religiosa e non ,che fosse proprio la Diocesi ad assumere la posizione del liquidatore assumendo la posizione di donataria.Questa potrebbe essere la ragione incomprensibile della rinuncia ad una donazione certamente non onerosa,per evitare,nel passaggio successivo alla vendita ed all'incasso,le proteste e gli insulti dei nocerini.Dunque la soluzione scelta potrebbe essere quella facile,che è sempre esistita,più antica del cucco, dell'intervenire nascosti dietro una interposta persona che funge da parafulmine.
Il risultato finale potrebbe essere: La Diocesi,che una volta era di Nocera e Gualdo,ed ora è solo di Assisi,rinuncerebbe alla donazione.La proprietà immobiliare dei due ex conventi si trasferirebbe alla Santa Sede,che successivamente risulterebbe responsabile della successiva destinazione, per conto della Diocesi di Assisi,che restererebbe nascosta nell'ombra.
I Nocerini protesterebbero,forse,qualcuno urlerebbe anche,ma contro chi?Contro ilVaticano,lontano,impersonale,sconosciuto.Forse i nocerini otterrebbero solo il conforto spirituale del Vescovo e della Diocesi di Assisi,che si dichiarerebbero vicini al popolo fregato di Nocera.
Vergogna,vergogna,vergogna.

martedì 25 febbraio 2014



Non sono fascista.
Sospira una bella canzone di Modà “ T'immagini se si si potesse non morire” Io aggiungerei “Se per non morire bastasse avere un Duce,che,per un solo anno, potesse comandare e per decreto legiferasse i sogni di Renzi,facendoli realizzare”
Sono fascista?Non diciamo caxate.
Digerirei la dittatura di un Duce di cartone-come scriveva Montanelli-che riuscisse a distruggere la miriade di odiosi ducetti veri,nascosti nell'ombra,che ,ogni giorno, avvolgono,strangolano,opprimono,sfruttano i cittadini,privandoli della fiducia nell'avvenire.E' il blocco burocratico-corporativo,che davvero comanda in Italia,che fa il bello e cattivo tempo.Altro che Parlamento e Governo.Sono il Consiglio di Stato,il TAR,la Corte Dei Conti,l'authority,l'alta burocrazia,i direttori generali,i capigabinetto,i capi degli uffici legislativi,i vertici di gran parte delle fondazioni bancarie,i membri dei CdA delle oltre ventimila SpA a partecipazioni pubblica al centro ed alla periferia.
E difronte ad una corazzata tanto forte ed organizzata come quella di veri poteri forti,quei tanti ignorantelli e sprovveduti che oggi siedono sui banchi della Camera e del Senato e che da ieri
stanno leggendo i loro compitini scolastici ,rappresentano un raccogliticcio esercito di Franceschiello,sena armi e senza cervello.Un esercito che, temo,non permetterà di realizzare i bei sogni e le belle speranze di Matteo Renzi.

mercoledì 19 febbraio 2014



IL PROGRAMMA DI GRILLO.
Ho seguito l'incontro odierno tra Grillo e Renzi. Finalmente ho conosciuto il programma dei grillini in materia di lavoro.
Ha detto Grillo:Noi vogliamo distruggere il sistema attuale.Bisogna guardare la realtà a testa in giù,legandosi i piedi al soffitto.Secondo il sistema attuale,al primo posto c'è il lavoro che produce
ricchezza ed il reddito,cioè il pane quotidiano del lavoratore. Oggi però le macchine “ lavorano al nero”-come ha detto Grillo-perchè riducono il lavoro e creano la disoccupazione.Ha portato l'esempio dell'industria degli elettrodomestici, dove l'innovata tecnologia dei macchinari ha determinato il crollo del prezzo di vendita della merce prodotta e la perdita dei posti di lavoro.
Qual'è il programma di Grillo per risolvere il problema? Molto semplice:Spostare al primo posto,non più il lavoro,ma il reddito. Dando retribuzione a tutti si crea il lavoro.Sarà il reddito a produrre il lavoro.Addirittura Grillo ha chiesto di modificare l'articolo 1 della Costituzione ,che non deve essere “L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro” ma “ L'Italia è una Repubblica fondata sul reddito”
Grillo non ha però spiegato il miracolo di come riuscirebbe a creare reddito senza prima lavorare.
Solo guardando il mondo a testa all'ingiù si possono credere a certi programmi.Mi consola il fatto di non essere io l'unico a non comprendere Grillo.Subito dopo l'incontro con Renzi,quattro senatori della compagine grillina,ragionando con la testa in su,hanno formalmente comunicato il loro dissenso dalle idee del loro Duce.

martedì 18 febbraio 2014



CONTRADDIZIONI.
In nome del popolo italiano”,Berlusconi è degno di essere ricevuto al Quirinale dal Presidente Napolitano per collaborare alla formazione del Governo.
In nome del popolo italiano”,i Giudici di Milano hanno sentenziato che Berlusconi è un delinquente degno di galera.
Contraddizione:Se uno è dichiarato delinquente non dovrebbe essere degno di accedere al Quirinale.
Quale è la volontà popolare,quella che lo legittima uomo politico o quella che lo indica delinquente?
In democrazia,e la Costituzione italiana lo conferma,è riconosciuto al popolo la sovranità esclusiva della nomina del Parlamento che legifera.Il popolo tramite il voto elettorale sceglie e conseguentemente giudica,approva e condanna l'agire degli eletti.Se un politico non riceve la fiducia degli elettori,non entra in Parlamento.
Berlusconi nelle ultime elezioni ha ricevuto il consenso di oltre dieci milioni di elettori che lo hanno legittimato alla presenza in Parlamento.Giustamente,quindi, “in nome del popolo italiano” Berlusconi è stato autorizzato ad incontrare il Presidente Napolitano al Quirinale.
Diversa è la sentenza di condanna emessa dai Giudici di Milano contro Berlusconi.I magistrati non rappresentano la volontà popolare perchè non eletti ma burocrati vincitori di un concorso,incaricati di applicare le leggi fatte dal Parlamento.Non c'è rapporto diretto tra la decisione valutativa e del tutto personale del Giudice ed il popolo italiano. Dichiarare le sentenza emessa da un Giudice “in nome del popolo italiano”è fuorviante.
L'impianto istituzionale dello Stato, a garanzia della democrazia ,evita la contraddizione del caso
Berlusconi,impedendo che una sentenza emessa da un Giudice possa rendere inefficace la sovranità costituzionale del popolo.
L'articolo 68 della Costituzione italiana,sino all'anno 1993,prevedeva l'istituto della immunità parlamentare,consistente in una serie di garanzie che ,quasi tutti gli ordinamenti giuridici del mondo riconoscono agli eletti in Parlamento per sottrarli al giudizio,a volte interessato,della magistratura.
In forza dell'originario articolo 68 della Costituzione,senza preventiva autorizzazione della Camera dei deputati era vietato all'autorità giudiziaria,procedere ad intercettazioni delle conversazioni o comunicazioni e procedere all'azione penale a carico degli eletti in Parlamento, sino a quando il parlamentare non fosse decaduto dalla carica pubblica.
Vigendo ancor oggi tale istituto,Berlusconi non sarebbe stato sottoposto a giudizio penale dai Giudici,a meno che la Camera non lo avesse espressamente autorizzato,e la contraddizione attuale non sarebbe esistita.
E' successo invece che nel 1993,in piena bufera di tangentopoli,il Parlamento terrorizzato si prostrò
alla magistratura deliberando la riforma costituzionale dell'articolo 68 ed eliminando l'autorizzazione preventiva della Camera per l'esercizio della azione penale ed escludendo dall'immunità parlamentare il caso in cui un deputato dovesse essere perseguito in virtù di una sentenza di condanna passata in giudicato.
Le due mozioni parlamentari che avviarono la riforma costituzionale del 1993 erano firmate da Bossi,Maroni e Castelli della Lega e da Fini,Gasparri e La Russa del Movimento Sociale.All'indomani della mancata concessione da parte della Camera dei deputati di procedere nei confronti di Craxi,il camerata Fini scrisse al procuratore di mani pulite Francesco Saverio Borrelli per esprimere sdegno “ ed amarezza che pervadono la nazione di fronte allo scandaloso verdetto che il regime si è autoconfezionato”
Fu quello un bel regalo che gli amici di Berlusconi fecero alla magistratura che ,da allora,in nome del popolo italiano,ebbe il potere di determinare la nascita e la caduta di governi,l'ascesa e la caduta di uomini politici,di interferire nell'attività parlamentare.
Sarebbe un atto di coraggio,per la tutela della sovranità costituzionale del popolo ,se il Parlamento,
tra le prossime modifiche costituzionali che Renzi promette,reintegrasse la immunità parlamentare com'era stata voluta e deliberata dai Padri fondatori della Carta Costituzionale.
Non per un favore a Berlusconi,che non lo merita,ma per la tutela dei membri che, in futuro,il popolo italiano,eleggerà in Parlamento.